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3 difetti che rovinano troppe light novel, anche le migliori

 

 

Adoro le light novel, ma uno solo di questi difetti può rovinare anche la migliore. Scopriamo insieme quali sono i problemi più comuni delle light novel, quelli che fanno perdere lettori affezionati e spezzano il cuore di chi cerca una buona storia.

 

  1. Il problema dell’harem: personaggi che smettono di esistere

È un fatto oggettivo: se il lettore cerca una storia con personaggi ben caratterizzati, è essenziale che stia alla larga da qualsiasi light novel con il tag “harem”. Che siano eroi muscolosi circondati da fanciulle adoranti talora minorenni, o eroine coraggiose circondate da bellissimi innamorati talora minorenni, l’harem è un vero e proprio cimitero della caratterizzazione.

È sempre lo stesso copione: viene introdotto un nuovo personaggio con il proprio carattere, identità, circostanze, eccetera, arriva il/la protagonista a salvarlo, il personaggio se ne innamora … e basta. Il suo arco, il suo sviluppo, la sua presenza nella storia finiscono lì, e lui/lei rimane come un paio di mutande nel cassetto. C’è, ma non si vede né si sente, al massimo fa capolino ogni tanto per fare da cheerleader per il/la protagonista o battibeccare coi rivali in amore. Se gli va particolarmente bene aiuterà il/la protagonista, che troverà comunque il modo di metterlo in zona amicizia o non accorgersi dei suoi sentimenti. A quel punto viene introdotto un nuovo personaggio, e il ciclo ricomincia.

Può venire introdotto un personaggio con la backstory più traumatica di sempre e una solidissima motivazione per ammazzare il/la protagonista, ma dopo essere stato salvato dal/la protagonista, potete star sicuri che se ne rimarrà sullo sfondo a dire barzellette e battibeccare coi rivali in amore come un bartender un po’ annoiato nello show televisivo più noioso di sempre.

L’ho visto accadere troppe volte.

Dal punto di vista extradiegetico, so che questo tipo di storie esiste per permettere al lettore di vivere fantasie d’amore per interposta persona; e va bene l’escapismo, ma quest’ultimo non può giustificare questo massacro di caratterizzazioni.

Se How a Realist Hero Rebuilt the Kingdom è riuscito a mettere in piedi un harem in cui nessuna delle fanciulle perde la propria personalità e ragione di esistere una volta che sposa il re, continuando a vivere la propria vita e avere peso politico dopo le nozze, non vedo perché non possano riuscirci anche altre light novel.

 

  1. Fanservice eccessivo: quando la trama si perde nelle curve

A questo tag letale spesso se ne associa un altro: il fanservice.

Avere personaggi attraenti non è di per sé un impedimento alla caratterizzazione e a una bella storia, ma nelle light novel è molto frequente che lo diventi. Il fanservice nelle light novel è un problema ricorrente, tanto da far perdere di vista la trama principale.

Se un personaggio femminile riesce a scampare all’harem, dovrà schivare anche questo pericolo per non finire massacrata.

Le donne coi seni grandi esistono anche nella vita reale, con la differenza che qua non abbiamo un narratore onnisciente che descrive la grandezza delle loro curve ogni tre secondi. È giusto descriverle la prima volta che entra in scena, ma dopo è soltanto un dettaglio che distrae da cose molto più interessanti e importanti. Il fanservice si estende, purtroppo, anche al loro comportamento: vestiti striminziti e scosciatissimi anche in circostanze dove non hanno senso (tipo guerra o climi gelidi), innamoramenti facili, personalità che ricalca spesso e volentieri una serie molto ristretta e ripetitiva di cliché. Se la storia ha un harem maschile (reverse harem) nemmeno i maschi saranno al sicuro da questo trattamento.

Se gli autori fossero più sinceri, metterebbero al posto del fanservice questo disclaimer pubblicitario: “ti sta piacendo questo personaggio figo? Ricordati di comprarti il suo modellino e le sue illustrazioni extra! Se riceverò abbastanza soldi, potrai avere un suo disegno senza vestiti e in qualunque posa sexy immaginabile stampato su qualsiasi materiale esistente!”.

E va bene avere i soldi e l’escapismo, ma davvero non c’è altro modo? One Piece riesce a tenere insieme il fanservice con una costruzione del mondo e dei personaggi a dir poco straordinaria.

Nelle light novel, nel migliore dei casi, il fanservice è qualcosa che fa girare gli occhi prima di proseguire con la storia, nel peggiore la fa mollare – se il lettore cerca qualcosa che non sia un porno senza pretese.

 

  1. Mancanza di sviluppo: quando tutto si ferma

Il terzo fattore letale è il più insidioso; talora non si presenta prima del 3° o 5° volume e non ha nemmeno una tag dedicata.

È la mancanza di sviluppo di tutto: trama (il plot non va da nessuna parte), personaggi (che sia per l’harem o semplice pessima scrittura), dialoghi noiosi, protagonista (non cambia e non matura mai), mondo (concept interessante ma non viene esplorato a fondo un bel niente).

Da scrittrice, so in prima persona quanto sia difficile pensare a un concept originale, ma sia infinite volte più difficile tirarne fuori tutto il potenziale narrativo senza lasciare nulla di inesplorato. A volte lasciare qualcosa implicito funziona meglio, ma non tutto. Se il mondo narrativo è ricco di spunti interessanti, perché non esplorarli, anziché descrivere il davanzale del personaggio femminile per la miliardesima volta?

Forse chiedo troppo a un genere nato per l’intrattenimento veloce, ma se una storia è riuscita a farmi appassionare, la delusione è doppia quando si arena per colpa di cliché evitabili. Quindi sì, continuerò a leggere light novel… ma con un dito pronto a scorrere veloce per quando iniziano a descrivere per la settima volta il reggiseno dell’eroina.

 

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