Due storie, due coppie impossibili, un solo verdetto: in una l’amore sopravvive a secoli e reincarnazioni, nell’altra non sopravvive a un paio di capitoli.
The Hero and the Sage – Reincarnated and Engaged e Our Last Crusade – or Rise of a New World sono due serie di light novel dalla premessa non troppo distante: magia, imperi, guerre e un amore proibito tra rivali. Eppure, dove la prima brilla, la seconda implode sotto il peso dei propri cliché.
Scopriamo perché.
Our last crusade è una serie di light novel che ho incontrato tempo fa e ho amato finché il peso dei suoi difetti non ha superato clamorosamente quello dei pregi. Parla di un piccolo regno di maghi e maghe in lotta perenne contro un impero tecnologico; una delle principesse – nonché maga potentissima – incontra il soldato più forte dell’impero. Entrambi sono giovani e tra loro scatta una scintilla proibita.
In sostanza, si propone di essere una storia alla Giulietta e Romeo con in mezzo magia, tecnologia, guerra e occasionali momenti leggeri di amicizia/amore tra i personaggi.
The Hero and the Sage è una serie che ho conosciuto di recente; un’elfa potentissima che ha letteralmente inventato la magia è l’unica speranza di un piccolo regno contro un possente impero invasore. Lei è detta “La Saggia” ed è estremamente potente con la magia, mentre “l’Eroe” è il capo fortissimo dell’esercito imperiale; per combattendosi, tra i due c’è un profondissimo rispetto e, sotto, una scintilla d’amore impossibilitato a sbocciare. Al termine del primissimo capitolo, lei muore improvvisamente e lui pure, dopo essere accorso al suo funerale – ed essendo stato colpito a morte durante quella corsa sfrenata. Secoli dopo, i due si reincarnano in un futuro dove non si conserva alcun ricordo dell’impero e la magia è parte integrante della tecnologia e della vita quotidiana. In questa nuova vita, lei è ricca, lo va a cercare e al termine del primo volume sono già fidanzati e liberi di vivere il loro amore… in compenso, devono capire chi li ha fatti reincarnare lì, perché la Storia è stata alterata e chi ha tentato di ammazzare l’intera scuola.
A un livello superficiale, le premesse non sono così diverse; entrambi presentano storie alla Romeo e Giulietta con un pizzico di magia, mazzate, imperi tecnologici, politica e insidie da più parti. Non mancano fanservice, amicizia e momenti rilassati al limite (e oltre) il cringe.
Eppure, The Hero and The Sage riesce, dove Our last crusade collassa sotto i propri difetti. Perché?
Per capirlo, ho deciso di applicare tre criteri:
- Rispetta la premessa e il tono?
- Ci sono salti logici gravi?
- Il livello di fuffa/cringe è giustificato, o risulta eccessivo e fuori luogo?
Tutte le light novel ne hanno una dose fisiologica, ma quanta e a che scopo fa la differenza.
Nel caso di Our last Crusade, tutti e tre i criteri vanno a quel paese. Dalle prime scene pare una storia di guerra che poco a poco si apre all’amore e a scene di amicizia e slice of life, ma in realtà non c’è equilibrio tra queste componenti – men che meno logica. Lo spazio che viene speso per esplorare il mondo e approfondire i personaggi è molto inferiore a quello impiegato per il fanservice, anche a scapito di qualsiasi logica/tono della scena.
Il protagonista e i suoi amici sono tutti minorenni e servono nell’esercito, ma il resto dell’armata è formato da uomini grandi e grossi. Perché? Capisco il protagonista OP che è allievo di un pezzo grosso, ma perché usare come soldati dei minorenni proni agli ormoni e alle decisioni più illogiche, quando hai ampio accesso a una popolazione maschile adulta, addestrata, armata fino ai denti e che aborre i maghi? Perché il suo diretto superiore è una minorenne con le capacità mentali di un bambino affamato davanti a un biscotto? Va bene che lei era stata ispirata a diventare un soldato, ma perché non ha aspettato l’età adulta? Come faccio a prenderla sul serio se, dopo aver scoperto di esser diventata una maga in seguito a un incidente – informazione che poterebbe al suo arresto ai domiciliari a vita, o alla morte se finisce nelle mani sbagliate – la sua reazione è urlarlo a pieni polmoni durante un’operazione militare in territorio nemico? Crede che nessuno lo verrà a sapere? Davvero era un’opzione più saggia rispetto allo sparare in silenzio?
I soldati dell’impero sono una minaccia in una scena, ma subito dopo diventano meno pericolosi dei muppet e con meno mira dei soldati imperiali di Star Wars.
La serva della maga ha la brillantissima idea di drogare e rapire lui in una città neutrale in quello che era un momento di tregua perché … boh. Così, a caso. E la sua padrona la lascia fare, salvo cascare dalle nuvole quando l’esercito imperiale gli dà addosso e si sono dimenticate la chiave delle manette, costringendo così lei, incatenata a lui, a portarlo in un lussuoso albergo anziché in prigione … come faccio a prendere sul serio uno solo dei personaggi, quando un criceto addormentato prenderebbe decisioni più sensate?
Potrei continuare, ma abbiamo già capito che di logica, qui, ce n’è poca. Il fanservice, poi, è fuori controllo, c’è quasi in ogni singola scena, che sia una tranquilla, di battaglia, o durante quello che dovrebbe essere un momento serio. Seni, descrizioni continue di seni e corpi femminili, scenette che giusto per caso sembrano uscite da un video por* o soft porn* … dopo un po’, il lettore si chiede se sta leggendo una storia d’azione alla Romeo e Giulietta, o una versione fantasy e vanilla delle Sfumature di grigio.
Avevo tenuto duro per più di un volume, sperando invano che il fanservice diminuisse, invece aumentava e toglieva un sacco di spazio a cose più interessanti.
The Hero and the Sage, invece, supera brillantemente l’esame. Viene messo in chiaro dal primo capitolo che il grosso dell’azione e della guerra è alle spalle dei protagonisti – che possono ancora creare scene d’azione assurde quando la situazione lo richiede, visto che sono i più forti mai esistiti.
Ci sono momenti leggeri e al limite del cringe, ma si trovano fuori dai momenti tesi – a meno che a combattere non sia solo la power couple più potente della fiction; e se puoi annientare un mostro colossale con una mano sola, te lo puoi anche permettere.
È logico che invischiati nell’azione ci siano dei minorenni: viene presa di mira una scuola, e nei momenti di pericolo, questi giovani studenti dimostrano una capacità strategica che i soldati di Our last crusade possono solo sognarsi.
Il fanservice c’è, ma non toglie spazio alle cose interessanti, e dopo i primi due volumi smette di esistere quasi del tutto.
In fondo, The Hero and the Sage non pretende di rivoluzionare il genere: racconta ciò che promette — un romance reincarnato che alterna tenerezza e azione senza perdere coerenza né dignità. Non è una storia che consiglio a chi cerca il realismo o personaggi grigio sporco, ma non si allontana da ciò che promette nella quarta di copertina, ed è questo che dovrebbero fare le storie.


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