Marzo è stato un mese di alti e bassi coi libri; eccovi la seconda parte del wrap-up!
Nell’arco di quaranta giorni, ho iniziato e finito Quaresima per fannulloni – alla scuola dei santi. È un libro piuttosto breve che accompagna il credente lungo varie meditazioni sulla Scrittura al ritmo di due pagine al giorno – perfetto anche per il lettore più distratto o con minor tempo. Alcune riflessioni hanno lasciato il segno. Una buona lettura spirituale alla portata di chiunque.
L’anno scorso, durante la gita a Vienna, ho inaugurato una nuova tradizione: comprare come souvenir libri che parlano dei luoghi che visito. Avendo deciso di proseguirla anche quando giro in città italiane lontane da quella in cui vivo, ho comprato e finito Misteri del Veneto – alla scoperta di luoghi segreti, leggende, fantasmi e curiosità. Come suggerisce il titolo, è una raccolta di storie e memorie popolari che a tratti ricorda Le fiabe di Italo Calvino, sebbene a un livello assai più elementare come prosa ed estensione – le singole storie sono piuttosto brevi, ma l’una tira l’altra come i popcorn al cinema. È una lettura che mi sono sbocconcellata con grande gusto – e non è affatto scontato che i libri di storie brevi mi piacciano, dato che il formato non mi fa impazzire. Ve lo consiglio.
Felice e soddisfatta per l’acquisto e lettura precedente, davo per scontato che anche Trieste occulta – storie nere ai tempi degli Asburgo mi sarebbe piaciuto, ma mi sbagliavo. Le storie nere menzionate nel titolo ci sono, ma sono o accennate, o sommerse di commenti psico-antropologici che spezzano qualsiasi magia.
È stato come comprare un libro horror e scoprire troppo tardi che per ogni pagina di storia ce ne sono dieci che commentano la storia e ricordano che si tratta di fiction. Dopo un po’ diventa impossibile non pensare: “grazie al piffero, se volevo studiare Storia mi procuravo un libro di Storia”.
È pieno di sezioni che parlano di Storia, architettura e (para)psicologia, creando più l’impressione di un miscuglio confuso che una lettura con capo e coda. Un titolo assai più appropriato sarebbe stato “Divagazioni storico-psicologiche sulla Trieste nera”, ma forse avrebbe venduto meno copie.
È giusto e sacrosanto indagare e far conoscere la storia della propria città, ma è un dovere nei confronti del mondo e dei lettori scegliere titoli non fuorvianti.
Nonostante qualche caduta di stile, il nono volume di Hellmode: the hardcore gamer dominates in another world with garbage balancing è stata una buona lettura. Un libro relativamente tranquillo ci voleva, dopo le mazzate nel precedente. Mi aspettavo che la trama spingesse il protagonista Allen e i suoi amici nell’oceano, dove l’armata dei demoni vuole recuperare un cadavere speciale per i loro piani nefasti, ma non la backstory di Beku (presentato finora come un uomo-bestia tutto muscoli e niente cervello, nonché razzista contro gli umani) e il lutto dell’autore nella postfazione.
Non è scontato che un autore riesca a farmi empatizzare con un cattivo senza riempirmi di cringe e della voglia che crepi comunque.
Assistere alle ramificazioni politiche degli eventi passati è stato intrigante e realistico; l’impressione che si tratti di un mondo vivo e complesso non viene mai meno al lettore.
Detto ciò, mentirei se dicessi che finirlo è stato agevole. Ci ho messo settimane, leggendo ogni giorno un pezzetto – cosa ben lontana dalle mie solite sessioni di binge-reading. Di colpo, proprio durante la lettura, non avevo più voglia di lit-RPG e storie d’azione, ma so che è stato un mio cambiamento personale (e temporaneo) dovuto a circostanze esterne, non alla qualità della storia che ho intenzione di seguire fino alla fine.
Le note negative sono solo due: primo, le scenette in cui un personaggio maschile solleva la gonna a uno femminile non hanno niente di comico e mi fanno solo girare gli occhi e sperare che il colpevole venga pestato. Secondo, detesto Fiona. Palomas, un alleato e amico di Allen, è diventato uno dei mercanti più ricchi del pianeta pur essendo giovanissimo e si è pure fatto un mazzo così per diventare forzuto sconfiggendo mostri pur di piacerle. Fiona lo rifiuta per la seconda volta in malo modo; non la reputo obbligata a ricambiarlo, ma almeno a essere onesta. Dirgli: “guarda, mi lusinga che ti piaccio, ma tu a me non piaci fisicamente e/o di carattere e/o altri tuoi aspetti, trovati un’altra donna e un altro modo per stringere un’alleanza con mio padre” sarebbe la cosa giusta e umana da fare, anziché guardarlo come se fosse una cacca semovente ed escogitare cento pretese l’una più irragionevole dell’altra e sperare che muoia orribilmente nel processo (ad esempio mentre va a raccattare una gemma oceanica in bocca a Chtulu). Non ha fatto niente di male, Palomas!
Avendo sentito meraviglie sull’anime, ho poi comprato e letto in un sol giorno il primo volume del manga Lycoris Recoil; l’ho apprezzato più di quanto mi aspettassi. Le scene d’azione sono fighe e il disegno, i personaggi e il dialogo non sono affatto male. Pur non essendo molto profondo (liceali orfane sono usate dal governo giapponese come mercenari/assassini segreti) è un volume di facile e piacevole lettura; ho apprezzato molto lo stile della narrazione, veloce e senza fronzoli che ti fa entrare subito nel vivo della situazione, creando nel lettore l’impressione di guardare il centesimo episodio di una serie che segue e conosce da anni. Non tutti gli autori ci riescono, e non è poco. Proseguirò.
Il prossimo libro terminato è stato un mattone anche nel senso letterale, e avendolo preso per dovere anziché piacere, ero indecisa se parlarne. Trattandosi comunque di un libro, ho deciso infine di includerlo: La guida turistica – manuale per la preparazione al nuovo esame di abilitazione ha più di seicentosessanta pagine di Storia, storia dell’arte, geografia, diritto, archeologia e scienze ed economia del turismo. Le informazioni sono presentate in modo estremamente condensato (roba che in venti pagine passi dalla rivoluzione francese al secondo dopo guerra) e inframezzato da quiz di esercizio a risposte multiple, la cui difficoltà oscilla tra il facilissimo e lo stro il “se becco la risposta voglio i soldi di Chi vuol essere milionario”. Già faccio una gran fatica a ricordarmi le date più importanti, figuriamoci se mi ricordo i capoversi delle miliardi di leggi lì accennate.
Ma come fanno, gli studenti di diritto??
Per finirlo ho impiegato un intero mese al ritmo di venticinque pagine al giorno, tranne una settimana per godermi la gita a Trieste e il giorno di Pasqua. Non è stato facile.
Questo libro è anche il motivo per cui ho letto meno di solito in questo mese.
I picked up this world’s strategy guide è un manga di cui avevo adorato il primo volume: disegno, personaggi, mondo e dialoghi erano di ottima qualità e mi avevano intrigata un sacco. Cosa succederebbe se a trovare la guida strategica di un videogioco non fosse un giocatore, bensì un abitante di quel mondo? Il modo con cui la protagonista ha reagito era molto umano e interessante, e mi aspettavo che questo volume approfondisse le conseguenze delle sue azioni (che interferiscono con la trama originaria) tra un’avventura e l’altra.
Ed è stato così … per l’85% della storia.
Dopodiché, temo, ho scoperto che la storia non imboccherà la strada dell’intrigante decostruzione del viaggio dell’eroe fantasy medio come aveva fatto finora, bensì del reverse harem, uno dei cimiteri della caratterizzazione dei personaggi nelle storie giapponesi. È una regola non scritta ferrea che quando in una storia c’è un harem, solo al/alla protagonista è concesso crescere e avere avventure; i membri dell’harem, a prescindere dal loro sesso, o scompaiono nel cassetto, o diventano aiutanti più piatti di una pista di pattinaggio.
Disegno, dialogo e personaggi continuano a brillare e io sono qua che prego di essermi sbagliata.
Tuttavia il fatto che sia l’eroe, sia il principe bastardo (moralmente) si siano innamorati di lei totalmente a caso e stiano tutti per re incontrarsi al ballo non mi fa ben sperare.
E voi? Qual è un libro letto a marzo che vi è rimasto impresso


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