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I libri che non ce l’hanno fatta (a piacermi abbastanza da indurmi a finirli)

I libri che non si finiscono di leggere sono un mezzo tabù per i blogger, ma volevo parlarvene lo stesso

 

Ho esitato prima di scrivere questo articolo perché avevo un dubbio: come posso consigliare o sconsigliare un libro se non ho finito di leggerlo?

Il dubbio in questione è stato risolto da tre riflessioni.

La prima riflessione: i miei gusti non sono universali. Solo perché io ho detestato un libro al punto da mollarlo, non significa che qualcun altro non possa amarlo — magari proprio per i motivi che a me hanno fatto storcere il naso. E chi sono io per impedire la nascita di nuovi amori letterari… o per non mettere in guardia chi cerca tutt’altro?

 

La seconda riflessione: mollare un libro è comunque un’esperienza di lettura. E qui parliamo spesso di esperienze di lettura, belle o brutte che siano.

 

La terza riflessione: si avvicina il momento del bilancio librario dell’anno. Quindi… perché non anticiparlo un po’?

 

Perciò mettetevi comodi mentre apro la copertina del mio quaderno nero delle storie inconcluse.

Potreste avere delle sorprese.

 

Drop # 1: Elettroshock Daisy

La prima storia che ho mollato in ordine di tempo è Elettroshock Daisy, un vecchio manga love comedy slice of life e school life. È una mescolanza di generi che non mi interessa e che non avrei mai preso in mano se non fosse stato per l’insistenza di una persona a me cara. “Non è la solita storia d’amore scolastico!” Mi ripeteva. “È profonda, è bella, tratta i cliché in modo intelligente e brillante e i personaggi sembrano veri!”.

Le ho dato retta e l’intera trama mi è sembrata di una banalità impressionante. È una storia con elementi realistici – come i bulli e gli alti e bassi adolescenziali–, bellocci traumatizzati e vari drammi, ma niente di straordinario. Alcuni elementi del plot mi sembravano telegrafati o troppo poco credibili, e gli altri mi hanno solo fatto sbadigliare o messa a disagio. Lo stile del disegno non mi ha detto assolutamente nulla.

Ho letto la prima decina di pagine e sbirciato le seguenti, ma ho capito subito che non sarei riuscita a finirlo – o almeno, non senza odiare a morte ogni singolo secondo.

Non rimpiango la mia decisione, ma se qualcuno cerca storie d’amore scolastiche (semi) realistiche con qualche struggimento potrebbe essere una buona opzione.

 

Drop #2: The boy who ruled the monsters

Nello stesso giorno di febbraio, ho subito un’altra delusione, stavolta per mano di me stessa: il 1° volume del manga The boy who ruled the monsters.

Non ricordo nemmeno l’inizio della storia – cioè se il protagonista viene buttato fuori dal suo party di avventurieri per malizia, o perché gli altri decidono di ritirarsi, o perché lui decide che è il momento. Fatto sta che il protagonista decide di costruirsi un party di avventurieri costituito solo da mostri potentissimi – che rimarrebbero sotto al suo controllo grazie al suo potere speciale. La scena in cui contatta psichicamente un enorme mostro incatenato è esteticamente molto ben realizzata. Il mostro accetta di servirlo e il protagonista perde i sensi per lo sforzo con l’aspettativa di trovarsi il mostro vicino.

Indovinate quale forma ha assunto il mostro colossale per non mettere in allarme nessuno e poter stare nella stessa stanza col suo padrone. Una minorenne poco vestita con seni enormi, ovviamente. E che, ancora più ovviamente, gli si spalma addosso mentre lui dorme.

A quel punto ho mollato la storia. Ero arrivata a poco più di un terzo, ma mi è difficile stabilire se fosse più piatto e noioso il mondo, la caratterizzazione dei personaggi, o lo stile del disegno all’infuori di quella scena. Tutto quanto, probabilmente.

Un altro elemento di grande frustrazione è che il protagonista vuole esplorare tutti i dungeon (o arrivare all’ultimo piano di uno molto difficile, non ricordo). Va bene, ma questo è un placeholder per una motivazione, non una motivazione: perché vuole fare quello che fa? È un esploratore fissato? Crede che ci troverà un tesoro? Al fondo c’è una creatura che esaudisce tutti i desideri? Non si sa!

Non mi aspettavo la storia più profonda o innovativa di sempre, ma nemmeno un fanservice così sfrenato e un mondo e cast così sciatti.

Ci sono storie che partono da una premessa vista mille volte per farne qualcosa di speciale, ma non è questo il caso – o almeno, non per la versione manga, che mi sento di poter sconsigliare a tutti.

 

Drop#3: The do-over damsel conquers the dragon emperor

Ne avevo accennato a in un sondaggio su Instagram, facendo presenti i miei dubbi e chiedendo se dovessi tener duro o mollarlo – e sono felicissima che abbiano prevalso i secondi.

Avevo sentito grandi cose sulla versione anime e il romanzo, ma dare retta alle voci è stata una pessima decisione.

La protagonista è una guerriera magica di sedici anni che muore inseguita dal suo pessimo fidanzato – un principe che commette incesto con la sorella disabile e che non vuole che lei lo divulghi. Quando riapre gli occhi, scopre di essere tornata indietro nel tempo di sei anni; ora ne la dieci, la sua famiglia è viva e lei e il principe non si erano ancora incontrati. Purtroppo si ri incontrano di lì a poco e il principe insiste per fidanzarsi – spingendola ad andare nel panico e cercare protezione dichiarandosi a un altro potente lì presente: l’imperatore dragone del titolo – che ne ricambia i sentimenti.

I due vengono coinvolti in varie avventure, causate da intrighi politici e dalla strana maledizione che sembra aleggiare intorno all’imperatore. Quest’ultimo è un sedicenne-diciottenne che è cresciuto in modo triste e solo, odiato da tutti e che è sul trono solo perché tutti gli altri membri della famiglia sono morti in modo strano o hanno abdicato. Ha accettato la dichiarazione d’amore della protagonista appunto perché è disperatamente affamato di relazioni umani positive.

Va bene.

Ma lei è una bambina. Quando giocano alla casa o si scambiano baci, mi è impossibile non provare del disagio. Un altro problema è che dopo un tot la plotline “tutti odiano l’imperatore e/o sono cattivi” mi guasta lo stomaco.

Forse capita solo a me, ma se a un personaggio piovono addosso più calamità di Paperino e Fantozzi messi insieme in un numero ristretto di pagine, e in quelle seguenti gliene arrivano di peggiori, non posso fare a meno di girare gli occhi e cercarmi un protagonista meno sfortunato. Provare compassione ed empatia per le sfortune altrui è umano, ma dopo un tot diventa un difficile esercizio spirituale–è doveroso nei confronti delle persone care e lodevole con gli sconosciuti, ma nessuno sano di mente pretende di doverlo fare anche con personaggi di finzione.

Questi due grossi disagi mi hanno impedito di continuare la lettura. Magari la versione anime cambia delle scene o riesce a bilanciare meglio i toni, ma per quanto riguarda la light novel originale, non saprei a chi consigliarla se non a chi ha un buon livello di resistenza ai difetti che ho menzionato.

 

Drop#4: God bless the mistaken

È il concorrente più agguerrito per il titolo di “Libro più noioso dell’anno”. È un manga ambientato in una Terra alternativa dove ogni tanto la realtà viene sconvolta da errori di programmazione – ma la gente ci è abituata e conduce le sue vite normalmente.

Basta. Non succede niente. Niente trama, niente personaggi memorabili, niente conseguenze rilevanti, niente di niente.

Va bene che nello slice of life il focus è la vita quotidiana, ma non ho mai letto una storia slice of life così tanto noiosa e priva di avvenimenti/personaggi/qualsiasi cosa di sostanza. Sono arrivata a pagina 20 e mi sembrava di annegare in un oceano di melassa tiepida allungata con acqua calda.

La lista della spesa mi dà molti più brividi.

Lo slice of life è un ingrediente che non mi dispiace: i momenti di calma in cui i personaggi interagiscono in modo sincero, cuore a cuore mi piacciono molto. Il problema è se la storia contiene solo momenti di questo tipo – allora non riesco a reggerla.

Consiglio il libro a chi non ha questo problema.

 

Drop#5: The Great Cleric

È il primo dei tre libri di luglio che non ce l’hanno fatta.

Parla delle “avventure” di un giapponese reincarnato nel mondo standard di spade e magia che funziona come un RPG. Sceglie di diventare un guaritore … e basta. L’intera storia – ero arrivata ai ¾ del libro – è occupata dal suo arco di allenamento e dal profilarsi del cattivo più stereotipico e noioso che si possa immaginare.

Non che l’arco di allenamento sia eccitante: il protagonista comincia a esercitarsi nella magia nella sua stanza, pensando e parlando e parlando e pensando, poi prosegue andando presso la gilda degli avventurieri a farsi pestare dal più grosso per diventare più forte. Poi continua a farsi pestare. Poi manda giù pozioni per la crescita delle STAT dal sapore ripugnante. Poi ricomincia a farsi pestare.

Poi viene fuori che il capo dei guaritori della città è una gran brutta persona – con lo shock di assolutamente nessuno perché era già stato telegrafato in precedenza.

È tutto piatto, lento, noioso, prevedibile, già visto, trito e ritrito.

Lo spunto che i guaritori sono strozzini e i veri capi dello Stato è intrigante, ma l’esecuzione è pessima e non può salvare una storia così lenta e noiosa.

Anche il 1° volume di Hellmode è lento e ha il protagonista reincarnato che prende le misure col nuovo mondo, ma il 1° volume di Hellmode era molto più interessante e meglio scritto.

L’unica cosa a spingermi nella lettura era la speranza, sempre più folle, che prima o poi capitasse una scena d’azione o qualcosa di più interessante e sostanziale, ma dopo aver sbirciato gli ultimi capitoli ho capito che era solo un’illusione.

Non sarei riuscita a reggere ulteriori pagine dedicate all’allenamento più noioso e ripetitivo di sempre.

Non escludo che i volumi seguenti siano migliori, ma mi sento di consigliare la serie solo a chi cerca fantasy lenti che spiegano le stesse cose cento volte.

 

Drop#6: Magic user: reborn in another world as a max-level wizard.

È stato il secondo errore di luglio.

È il tipico isekai da due soldi, con giapponese reincarnato in modo di spade e magia con l’aspetto e le abilità del suo personaggio di DnD. Basta.

È lentissimo e noioso. Se compaiono personaggi memorabili e snodi interessanti, sono senza dubbio nella parte del libro che non ho letto – e che è pure sfuggita alla sbirciata che ho dato alle pagine successive.

Una buona descrizione ti appassiona al mondo e ai personaggi facendoteli conoscere come se fossi lì; purtroppo, le buone descrizioni sono assenti da questo libro.

Mi sembrava di avere davanti una lista di tratti ricorrenti in questo tipo di storie compilata da chatGPT più che un romanzo.

Non credo che lo consiglierei a nessuno, tranne che ai lettori amanti delle storie lente. Per tutti gli altri incuriositi dal genere e intenzionati a provarlo per la prima volta, ci sono libri assai migliori da cui partire.

 

Drop#7: Mercedes and the waning moon.

Specifico che si tratta del secondo volume – nonché del terzo errore di luglio.

Ambientato in mondo popolato da vampiri e mostri – e dove gli umani non esistono, ma i dungeon e i mostri sì – parla delle vicende di Mercedes, la seconda vita (e nuova identità) di un impiegato della Terra.

Intenzionata a farsi una vita migliore e darsi un grande obbiettivo, Mercedes inizia ad allenarsi – a 10 anni è già super potente – ed esplorare i dungeon per scoprire la verità sulla Storia.

Il mondo è pieno di potenzialità e credevo lo fossero anche i personaggi, con Mercedes che era sospesa tra il senso di umanità rimastole e la spietatezza dei vampiri.

Il 2° volume ha spazzato via questa illusione. Il mondo narrativo resta intrigante, ma per i miei gusti c’è troppo sangue e troppi personaggi spietati e freddi in giro. Nessuno a cui affezionarsi e per cui fare davvero il tifo. All’ennesimo eccidio, non ce l’ho fatta e ho mollato il libro.

Nondimeno, riconosco che questa storia potrebbe piacere molto agli amanti del dark fantasy.

 

Drop#8: The bladesmith’s enchanted weapons

Il primo dei due errori d’agosto.

Ambientato nell’ennesimo fanta-medioevo, parla di gente appassionata di spade magiche che forgia spade magiche e parla di spade magiche.

La componente slice of life è fortissima – è molto noioso, molto più di quanto il mio sunto e la quarta di copertina possano far sembrare. Non c’è una trama, solo una collezione di scenette. Qualcuna è d’azione e qualcuna è dedicata alle sottigliezze del mondo, ma la parte del leone la fanno le scene dedicate alle spade magiche.

I personaggi sono feticisti delle spade magiche – e quelli che non lo sono e non saprebbero cosa farsene di una spada maledetta che ti fa venire voglia di ucciderti, vengono compianti come deboli e ignoranti.

L’ho comprato perché pensavo che sarebbe stata dedicata un minimo d’attenzione in più al mondo e alla trama, e che non ogni sillaba sarebbe stata dedicata alle spade magiche, ma mi sbagliavo. Quando mi sono resa conto che tali speranze erano illusorie, ho perso qualsiasi voglia di proseguire.

Lo consiglio solo ai lettori amanti di slice of life, spade magiche e storie dedicate agli artigiani che entrano nel dettaglio di lavori (parzialmente) immaginari.

È tipico dei giapponesi elevare a forma d’arte forme di artigianato/arti marziali/altro ripetitive, ma non tutti sono obbligati ad apprezzare e seguire questo loro costume.

 

Drop#9: APOSIMZ

L’altro errore d’agosto, nonché primo volume di un manga.

È una storia di sopravvivenza e riscatto ambientata in un pianeta ostile – e futuro alternativo dove l’umanità viaggia tra le stelle.

Il disegno è stupendo, il problema è la storia: è narrata in una maniera tale da impedire al lettore di capire cosa accidenti stia succedendo e affezionarsi ai personaggi.

È una cosa che non ho apprezzato. Mi sono chiesta se valeva la pena di proseguire e mi sono risposta di no.

Se ci sono lettori di sci-fi che apprezzano storie di sopravvivenza crude narrate con questo stile, gli consiglio vivamente questo manga.

 

Drop#10: Isekai walking – Volume 1 Elesia kingdom arc

Il mio unico errore di ottobre.

Con una premessa come “persona comune si ritrova in mondo simil-RPG con la skill di camminare senza stancarsi”, è chiaro che non ci si poteva aspettare la storia più avventurosa del mondo.

Pensavo potesse essere un modo originale e puccioso per affrontare spunti di trama visti migliaia di volte – magari approfondendo meglio il mondo e i personaggi, ma mi illudevo. È lento e noioso e nessuno dei personaggi risulta memorabile, nemmeno quando il protagonista scopre che camminando sale di livello e sblocca un sacco di magie utili.

I cattivi e i pochissimi snodi di trama sono già visti e telegrafati a chilometri di distanza.

Non c’è niente di terribile, ma è molto mediocre e privo di sostanza. Non rimpiango di averlo mollato, non appena ho realizzato che le mie aspettative di un twist decente ai ¾ della storia erano mal riposte.

Anche questo è consigliato solo a chi cerca un fantasy isekai lento e senza scosse.

 

Drop#11: Welcome to demon-school, Iruma-kun!

Spero che rimanga l’ultimo libro mollato del 2025.

Avevo sentito dire meraviglie sull’anime che lo adattava, così ho comprato il 1° volume del manga originale, ma è stato un errore.

Non vado matta per l’ambientazione scolastica – e sfortunatamente il 99% dell’umorismo e delle situazioni sono basati su situazioni scolastiche e i relativi cliché che ho già visto e mi fanno solo sbadigliare.

Ho retto finché potevo, ma quando è comparso un personaggio inutile e fastidioso che diventa ben presto parte del cast principale ho perso del tutto la già poca voglia di proseguire.

Le ferite lasciate da Miss Treno sono profonde; posso reggere un personaggio inutile ogni tanto, ma se compare spesso in un contesto scolastico, non ce la posso fare.

Non aiuta che lo stile del disegno non mi sia piaciuto. Quello dell’anime è molto più bello.

 

E voi che libri avete mollato nel 2025?

 

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