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Dicembre librario 2025 parte 1

 

 

Eccovi il mio wrap-up di dicembre – o, meglio, la prima parte

 

La lettura con cui ho aperto il mese è il 14° volume di una delle mie serie preferite, She professed herself pupil of the wise man.

È anche il motivo per cui ho parlato di questa serie nel precedente articolo, elencandola tra quelle che stanno perdendo terreno in qualità.

Il fanservice, pur fastidioso, è sempre stato presente, ma mai più del 10%. Capitano osservazioni di pessimo gusto, ma basta saltare un paio di passaggi e poi si torna sui binari di un isekai con un mondo vivace e originale e una lore bella corposa.

Non stavolta. Il grosso del libro è occupato da fuffa in cui non succede niente – e il fanservice ha dei brani rivoltanti quanto inutili.

Ho capito che il protagonista è diventato donna per una magia andata a fuori controllo e fatica ad abituarsi, ma tutti quei discorsi sulla biancheria femminile sporca poteva tranquillamente risparmiarseli. Non sarebbe cambiato niente, nella storia.

Un altro dettaglio che si poteva omettere sono le pagine e pagine di farfugliamenti sulla magia di evocazione – il cui 95% dei dettagli è completamente inutile alla storia.

Eppure, mentirei se dicessi che questo libro è il peggiore della serie: la scena in cui viene scoperto il villaggio tra gli alberi, approntano un volo su un dirigibile magico e la riunione tra amici che non si vedevano da anni sono momenti toccanti che mi hanno fatto provare emozioni come meraviglia, sorpresa, e anche una lacrimuccia di commozione.

Peccato per il resto.

È una serie che mi ha regalato libri assai migliori, ma verso la fine c’è la promessa di ulteriori avventure, con la protagonista che viene incaricata di partecipare a un torneo di arti marziali in un altro Stato magico.

Spero ardentemente in nuovi personaggi, più azione e meno fuffa. Vorrei anche meno fanservice, ma temo che si questo punto rimarrò delusa.

 

Erano anni che non riprendevo in mano la serie Campfire cooking in another world with my absurd skill, ma aprirne il 9° libro è stato come rivedere dei vecchi amici, come se non fosse passata nemmeno una settimana dall’ultima volta che ci vedevamo.

È un isekai fatto di relax, slice of life, food porn e un pizzico di avventura e azione.

È ben lontano dall’essere un’opera memorabile – il protagonista passa il grosso del tempo a cucinare per gli animali mitici di cui è diventato il padrone e cuoco – ma è la lettura perfetta se si cerca un fantasy privo di stress.

L’ho apprezzato, ma dopo un tot ho finito per annoiarmi.

 

A seguire una delle letture migliori dell’anno che rimpiango di non aver citato tra le serie migliori: il 4° volume di The dorky NPC mercenary knows his place.

Che sia un eroe senza macchia né paura, oppure un relitto in cerca di redenzione, quasi tutti i fantasy hanno un protagonista caricaturale. Qua no.

Questa serie è sempre stata uno slice of life fantascientifico, eppure il libro si apre con una ribellione all’imperatrice spaziale.

Oddio – pensavo, dopo aver avuto la sfortunata idea di leggermi i primi capitoli prima di andare a dormire – ora mi diventa una serie di angoscia, guerre, intrighi politici e tutte le figure di comando che sono o malvage o incompetenti, tranne il protagonista e i suoi alleati.

Invece no. Ti leggi il capitolo seguente e la ribellione è già finita. Con un discorso. Non hanno quasi sparato, le vittime sono solo poche decine.

E a salvare la situazione non è stato il protagonista, bensì un alleato dell’imperatrice. Sapeva che buona parte dei rivoltosi era stata costretta a partecipare da nobili di rango superiore con assai pochi scrupoli, promettono clemenza a chi getta le armi e si trova lì non di propria volontà, il 60% dei ribelli si arrende, e festa finita.

Una persona competente tra le fila dei buoni? Senza che venga dal protagonista e la sua cricca? E i comandanti della flotta imperiale non sono bastardi e/o cretini se non in minima parte? E l’imperatrice punisce i colpevoli e trova il mondo di mandare liberi chi era stato coinvolto contro la sua volontà senza perdere la faccia e sembrare un’idealista scema? E sa pure circondarsi di personale valido, leale e competente senza guardare l’universo dall’alto al basso come le girlboss? Uao. Voglio più donne al potere così, anche nella vita reale.

Avere leader competenti suona sia plausibile sia una fantasia, ma qua ha completamente superato le mie aspettative e aumentato il mio amore per la serie.

Il resto del libro è occupato da missioni-tipo del protagonista, cose come arrestare ricercati o fare da scorta a operazioni minerarie in pianeti lontani. Ci sono richiami a sue avventure passate, nuovi personaggi e altri già presentati che ritornano, piccoli misteri, qualche giornata tranquilla e pillola di lore … cos’altro si può chiedere?

Il ritmo è eccellente.

L’unica pecca sono gli ultimi micro-capitoli che sono pura fuffa fanservice incentrata su personaggi secondari – meritevoli di un trattamento migliore.

Adoro questo anti-protagonista.

Questa serie ha il sapore di uno di quegli anime sci-fi in stile anni ’90 che trovi su Youtube – pur non essendo mai esistiti e contenendo solo musica e scene che ricreano perfettamente suddetta atmosfera. È più un’utopia che una distopia.

Adoro follemente questa serie, ma mi rendo conto che non è adatta a chi vuole (più) azione e intrighi politico-amorosi.

 

A seguire, mi sono gustata il 5° volume del gag manga Sleepy princess in the demon castle.

Mentirei se dicessi che ogni singola mini-storia era un capolavoro, ma alcune erano vere gemme e piuttosto spassose. Il tempismo umoristico è sempre impeccabile, esattamente come lo stile del disegno – la gag della principessa che oscilla tra l’aspetto di una nobile dignitosa e un goblin fuori controllo è sempre al bacio.

 

A seguire, ho letto il 1° volume del manga di Mob Psyco 100, di cui avevo sentito dire grandi cose.

Da un lato, capisco perfettamente le lodi: la storia di un giovane, potente telepate che tenta di vivere normalmente senza usare il suo potere per schiacciare gli altri è toccante e ben fatta. I rapporti non sempre facili coi coetanei, la cotta non ricambiata e il fatto che in quel mondo gli spiriti maligni esistono davvero non gli agevolano la vita, ma lui non si arrende e tira avanti con una sua bizzarra saggezza.

Ma il punto di forza è l’umorismo, con un timing impeccabile e mille battute a raffica, nate sia dalle situazioni, sia dalle osservazioni e comportamenti dei personaggi. Questi ultimi non sono affatto male e ci sono scene d’azione a dir poco spettacolari e memorabili.

L’unico problema, purtroppo assai grosso, è lo stile di disegno; è oggettivamente orribile. Ignorare i continui pugni agli occhi per un intero volume non è stato piacevole, né possibile.

L’autore è lo stesso della famosa serie One punch man, ma se nel caso di questa sua opera più nota un disegnatore più abile gli aveva rifatto il primo volume, qua non è successo e vorrei tanto sapere perché.

Per il bene dei miei occhi, non continuerò la serie e considererò di guardarmi l’anime.

Il manga è un medium visuale, dove è essenziale avere una bella storia da raccontare, ma lo è altrettanto saper disegnare o trovare un buon disegnatore – e purtroppo Mob Psyco 100 ha completamente fallito nella seconda parte.

 

Il 1° volume di My repair skill became a useful cheat, so I think I’ll open a weapon shop è stata una delle letture peggiori dell’anno.

Storie ambientate in mondi pseudo-medievali alla D&D ce ne sono molte, e ancora di più col trope “persona ingiustamente lasciata a morire in un dungeon sopravvive e si rifà una vita super felice e di successo col suo potere inutile che in realtà è super potente”.

Non mi aspettavo originalità sotto questo punto di vista, ma anche le storie coi cliché più triti e ritriti possono brillare; possono avere dell’umorismo, buoni dialoghi, personaggi carini, un mondo intrigante …

Qua no.

Se a questa storia si tolgono i cliché e i passaggi che insultano l’intelligenza del lettore e/o ignorano qualsiasi logica, non resta neanche il bianco della pagina.

In quel mondo, da sempre chi nasce con l’abilità del protagonista di riparare oggetti può fare solo quello: riparare oggetti. Ma ovviamente, non appena il protagonista si trova in quella brutta situazione, gli basta la forza di volontà per sbloccare nuovi poteri mai visti prima, come frantumare le pareti, rimetterle a posto, guarire le persone dalle ferite più serie e farsi cadere ai piedi qualsiasi donna purché giovane e bella.

L’ultima cosa non è detta esplicitamente dalla storia, ma è difficile non desumerlo.

Uscito a fatica dal dungeon senza manco mangiare e con poco bere per settimane, si trova subito davanti due belle donzelle minacciate da un drago – creatura assai rara, per giunta. Col potere mai visto prima che si attiva giusto in tempo, salva la guerriera ferita e ne ripara la spada. Poi sviene e si ritrova nella locanda gestita dall’altra fanciulla.

Il resto della “trama” lo vede aprire un negozio di armi che fa un gran successo. Tutto bene finché non viene accusato ingiustamente di una cosa e un cavaliere in particolare sembra avercela con lui senza motivo; suddetto cavaliere è visibilmente più basso e sottile in vita degli altri.

Quando viene ferita da un altro drago che sbuca fuori dal nulla, tutti rimangono sotto shock allo scoprire che è una donna, tranne me. Non avevo manco afferrato che dovesse essere un plot twist, da quanto era ovvio.

E col potere della guarigione, lui la salva, e lei se ne innamora.

A quel punto viene fuori che il drago è venuto fuori da un nido semi nascosto e sbuca fuori una delle donne del malvagio party che l’aveva lasciato a morire. Ovviamente ha i vestiti stacciati quel tanto che basta per vederla quasi nuda e implora il protagonista di salvarla da un mago malvagio prima di perdere i sensi.

A quel punto, l’emozione (di aver finalmente finito questo strazio) mi ha sopraffatta e ho quasi pianto lacrime di gioia e sollievo.

Sarebbe tuttavia ingiusto tacere sullo stile di disegno – trattandosi di un manga. Era mediocre, ma dopo quello di Mob psyco 100 mi è sembrato sublime.

Questa storia mi ha nuociuto al cervello, ma se non altro mi ha guarito gli occhi.

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