Svizzera alpina – racconti popolari è un libro usato risalente al 1973 ma ancora pienamente godibile. Le illustrazioni mi hanno ricordato vecchi libri di mio padre, accrescendo l’effetto di nostalgia e incanto di queste storie classiche e senza tempo. È stata una gioia poter leggere per intero la storia di Guglielmo Tell che conoscevo solo per sommi capi.
Un buon libro pieno di fascino.
Love & magic academy – who cares about the villainess and heroine? I will become the strongest in this world è stato invece dove sono cominciati i dolori librari del mese.
Di solito la gente che si ritrova a vivere in simulatori di appuntamenti vuole salvare sé stessa e i propri personaggi preferiti dalle tragedie previste dal plot.
In assenza di simili disastri, il protagonista si pone un quesito intelligente: “chi me lo fa fare di impegolarmi in futili storie d’amore, quando la magia esiste e posso diventare un avventuriero magico?”
Il concept spalancava le porte a una storia d’avventura umoristica piena di riferimenti (e stoccate) ai cliché dei power fantasy.
L’esecuzione mi ha invece buttato in faccia il power fantasy più scontato, lineare e noioso che potevo immaginare.
I power fantasy dove buona parte dello spazio è occupato dai numeri che aumentano possono essere resi godibili da buoni personaggi, umorismo, mistero, una buona ragione per diventare sempre più forti, il senso di esplorazione e scoperta di un mondo magico pieno di insidie… peccato che Love & magic academy non abbia nessuna di queste cose.
Quasi tutti i capitoli sono riassumibili in “il protagonista va in questo dungeon descritto in due righe, lotta con qualche mostro a caso, il protagonista diventa più forte, va in un altro dungeon…”.
Ci sono liste della spesa con molto più pathos e coinvolgimento di questa roba.
I dungeon sono piatti e tutt’altro che interessanti, e purtroppo vale lo stesso per il mondo e i personaggi.
Il protagonista vuole diventare forte è perché sì, perché gli piace menare le mani e rischiare la pelle senza motivo, anche quando potrebbe succedere come ministro al padre o fare qualunque altra cosa.
Il segreto della sua forza? Ha recuperato i ricordi da infante e ha cominciato subito a parlare e chiedere di allenarsi per diventare forte, così che a sei anni aveva già i livelli di un avventuriero adulto d’élite.
Questa idea di cominciare a fare grinding prima ancora di smettere i pannolini è ridicola e al limite dell’inumano, come a dire “tutti quelli che non ci hanno pensato sono stupidi che non possono sperare di competere col protagonista fighissimo e invincibile”. Preferisco di gran lunga che la fase del diventare forti parta nell’adolescenza, o richieda un minimo di ingegno e conoscenza da parte del protagonista, invece no, bisogna solo partire il primo possibile a menare le mani – anche in assenza di guerre o validi motivi esterni.
Il personaggio (relativamente) più interessante è l’eroina della storia, che si scopre essere una collega del protagonista a sua volta reincarnatasi lì, ma coi ricordi confusi. Il protagonista le dice di essere meno attaccata al plot, fanno amicizia e qualsiasi dramma o cosa interessante che poteva nascere, muore lì.
E no, non considero “cose interessanti” le cotte inutili e scontate che i vari personaggi femminili si prendono per il protagonista, che frequenta la scuola e pensa solo ad andare nei dungeon nei fine settimana.
I dungeon sono interessanti, se l’autore lo vuole e ha un minimo di immaginazione. Magari sono pieni di tesori, e/od oggetti portentosi che le varie nazioni vogliono acquisire e hanno interesse ad addestrare degli avventurieri ad hoc… qua no. Sono solo il mezzo usato dal protagonista per diventare più forte.
Più che una storia, sembra il riassunto di una storia, piena di ingredienti che se talora abbattono qualche stereotipo, nel 99,9% dei casi non danno vita a niente di interessante o memorabile.
È stata dura finire questo libro e non ho intenzione di prendere in mano il 2° volume.
Purtroppo, si è rivelato una delusione anche I’ll become an elegant villainess! Time to enjoy my second life to the fullest. Non mi aspettavo una trama particolarmente innovativa, ma nemmeno questo sfacelo: un plot di reincarnazione inutile, personaggi piattissimi e un mondo narrativo costruito solo per essere uno sfondo di cartone alle loro imprese.
Considerato che è una storia di mitomani che sognano di essere cose che poi diventano, forse è intenzionale, ma non significa che sia stato piacevole da leggere.
Dopo una vita triste e sottomessa, la protagonista si reincarna e decide di vivere come le “villainess” dei romanzi, donne sexy e potenti che vivono nel lusso e sventano i piani di nobili malvagi. Questo sogno rischia di svanire quando il padre vorrebbe ammazzarla perché è nata col tipo di magia “sbagliato”, ma la madre la salva, e prima di morire di malattia le ripete in lacrime di vivere felice e come vuole.
Avete capito il tema della storia? Spero che vi piaccia e lo troviate profondo e originale, perché verrà ripetuto più di cento volte per capitolo! E spero anche che amiate i personaggi mitomani, perché la protagonista (che ha dieci anni) si atteggia a villainess sexy e gli adulti intorno a lei si atteggiano (e poi nei fatti diventeranno) genitori adottivi e agenti segreti che lavorano per lei. Idem per la massa di popolani rivoltosi che, salvati dalla protagonista, ne diventeranno a loro volta un esercito privato di ninja. Spero anche che amiate i malvagi ragebait, quel genere di personaggi irredimibili e caricaturali che non muoiono mai troppo presto o troppo male, perché il 98% dei nobili è così. Esistono solo per farsi odiare dal lettore e farsi sconfiggere dalla protagonista in modi cartooneschi assai poco credibili che cozzano con certe parti molto serie.
Non è un libro illeggibile; c’è un certo livello di umorismo, un po’ di commedia degli equivoci, qualche momento toccante e apprezzo che la protagonista si salvi grazie al suo ingegno, ma non è una storia che sono intenzionata a proseguire.
L’autore ammette nella postfazione che questo è il suo esordio letterario; so per esperienza che, con rarissime eccezioni, le prime prove di uno scrittore non brillano granchè. Gli auguro di migliorare e portare i lettori a nuove, grandi vette – possibilmente lontane da questa serie.
Ammetto di avere comprato Reborn as a tamer’s monster perché ho amato alla follia una fanfiction dell’autore su James di pokémon; sapevo che era capace di creare storie piene di umorismo e avventura e speravo che sarebbe stato così.
Il responso?
Il libro non è perfetto, ma mi è piaciuto e mi ha convinta a proseguire.
Dopo una vita infelice che ricorda a sprazzi, il protagonista si reincarna come mostro/creatura tascabile in un mondo simile a quello di pokémon ma molto più pericoloso e peculiare. Mantiene la sua forma mentis di essere umano, ma deve venire a patti con la sua nuova condizione di mostro, l’impossibilità di comunicare e che il suo arrivo sembra essere connesso a una profezia apocalittica.
I rimandi a franchise come pokémon, Digimon e molti altri sono stati una gioia; i personaggi e il mondo non sono niente male, le battute mi hanno fatta ridere e alla fine c’è stato un plot twist che mi ha colta di sorpresa – e ha retroattivamente spiegato alcuni dettagli.
Un isekai più originale di altri che merita una possibilità.
Ci sono fin troppe storie alla “il mio party di avventurieri mi ha sbattuto fuori, ma ora mi vendicherò, diventerò il più grande/ricco e li vedrò fallire”, ma il 1° volume del manga Magic repo man è speciale.
Il potere del protagonista consiste nel prestare punti magia come fossero soldi – con tutti i rischi connessi al debito e agli interessi. È un modo vivace per fare una lezione d’economia con un pizzico di vendetta e fantasy – e aiuta il fatto che i dungeon e lo status di avventurieri siano decisamente più caratterizzati e interessanti di Love & magic academy.
Lo stile di disegno è degno di nota e ci sono tante piccole sorprese e dettagli che sono stati una delizia.
Il character design della fatina mi ha fatta morire del ridere, carina ma avida.
Non è la storia più profonda di sempre, ma è stato più che sufficiente per tenermi avvinta alle pagine.


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