Prosegue l’epica sfida librosa con le guide illustrate di Neuschwanstein e dintorni
Il castello reale di Neuschwanstein, di Hohenschwangau, la storia della vita di Re Ludovico II e il museo dei re di Baviera, oltre ad avere un titolo interminabile, ha foto a colori bellissime e contiene informazioni di cui non ero al corrente – nonostante la lettura di due guide e una visita guidata.
Ho apprezzato particolarmente le foto; sono magnifiche, e alcune mi hanno permesso di conoscere luoghi che non sono riuscita a visitare, come il castello di Hohenschwangau, che è di proprietà privata, e apre solo alcune delle proprie sale per brevi periodi, rigorosamente dietro prenotazione. Un altro posto che non ho visitato è il museo dei re di Baviera – che per giunta si trova in una posizione stupenda.
Non sapevo che i Wittlesbach, (la famiglia ancora esistente degli ex duchi e re di Baviera) avessero legami con gli Hoenstaufen e che le loro casate fossero così antiche! Né che Ludovico II avesse tentato invano di pagarsi il castello tutto di tasca propria, salvo dover ricorrere a prestiti che i consanguinei impiegarono non pochi anni per rifondere.
È un acquisto che non rimpiango, con una buona prosa e una traduzione priva di errori di grammatica.
Guida illustrata dei castelli – Neuschwanstein, Hohenschwangau, Linderhof, Herrenchiemsee è stato un altro acquisto che non rimpiango.
I castelli legati a Ludovico II sono magnifici, ma è proibito fare foto e video, e se il visitatore vuole portarsi a casa un ricordo più preciso del loro splendore, non ha altra scelta che comprare questo genere di guide illustrate – le cui foto sono molto superiori in bellezza a quelle di cui è capace il turista medio, anche se avesse con sé lo smartphone più recente.
Questa guida, oltre ad avere foto a colori non meno mirabili della precedente, mi ha consentito di farmi una buona idea della magnificenza del castello di Linderhof – che non ho potuto visitare. È l’unico castello a essere stato terminato dei tre edificati/fatti modificare da Ludovico II.
Herrenchiemsee voleva essere il suo omaggio a Versailles, che aveva visitato di persona; è parere unanime che il modello francese sia stato ampiamente superato, e aiuta il fatto che qui non è scoppiata nessuna rivoluzione e si è conservato (quasi) tutto com’era.
Dopo averlo visitato, posso dire che mi sono evaporate in un colpo solo la voglia di visitare Versailles e la convinzione che esitano castelli (più) lussuosi degni di una visita.
È un viaggio fotografico spettacolare e sognante, corredato da didascalie ben scritte che non dimenticano i vari artisti e artigiani; vanno dritte al punto e contengono chicche che non sapevo, come la doratura originaria della fontana di Latona.
L’unico punto a sfavore di questa guida è che ogni tanto la buona prosa italiana vacilla con qualche errore di grammatica e parole inesistenti.
Resta un’ottima lettura – souvenir; è proprio come se mi fossi portata a casa una scintilla delle cose magnifiche che ho visto.
La reggia di Nymphenburg – il castello di diporto dei Wittlesbach è una mini-guida piuttosto agile comprata durante la mia visita al castello suddetto, non lontano dal centro di Monaco. Allora era in aperta campagna, ma nel corso dei secoli l’espansione urbana ha finito per inglobarlo.
È un palazzo che sembra uscito da un libro di fiabe.
La guida include mappe utili per orientarsi e splendide foto a colori (alcune delle quali di luoghi non visitabili), ma non mancano curiosità e informazioni storiche.
Ho letto guide più memorabili, ma anche di molto peggiori.
Non una lettura malvagia, lo sconsiglierei soltanto al turista che vuole sapere di più.
La chiesa di Wies – santuario del Salvatore flagellato è una breve guida a una delle chiese barocche più belle d’Europa.
C’è chi la reputa la più bella, e sebbene concordi sulla sua magnificenza, quella di san Nicola a Praga mi ha colpito molto di più col suo Barocco dinamico, ma è questione di gusti personali.
Le foto a colori sono magnifiche e le spiegazioni (in buona prosa senza errori) hanno superato le mie aspettative; non solo ricostruiscono la storia della chiesa, del Cristo flagellato a cui è intitolata e dei vari artisti, ma identifica i dettagli degli interni pezzo per pezzo, e ne spiega il significato teologico. Tutto ciò senza mai risultare astrusa o di difficile comprensione – e non è poco. Troppi pochi libri riescono a cancellare la fastidiosa sensazione del “uao, che cosa bellissima di cui capisco poco o niente” da cui sono spesso afflitti i turisti, me compresa.
Ci sono anche riflessioni e preghiere.
3 euro molto ben spesi che mi hanno permesso di rivivere la visita senza la stanchezza di quel lungo giorno di viaggio e scarpinate.
È un’ottima lettura di sole 55 pagine; l’unico rimpianto che mi ha lasciato è stato non aver potuto visitare il museo, ma non è certo colpa del libro.
Neuschwanstein, Linderhof, Herrenchiemsee – i castelli e la vita del re Ludovico II di Baviera non è solo la guida migliore tra quelle che ho comprato, ma anche un futuro membro della mia top 10 dei migliori libri dell’anno.
Le foto, belle e notevoli nelle altre guide, qua sono eccelse; sembrano opera non solo di fotografi professionisti, ma anche artisti capaci di cogliere particolari che sfuggono al turista, persi nel mare di dettagli colorati e lussuosi.
Le didascalie molto ben scritte ora lasciano spazio alle immagini, ora occupano abbastanza spazio da narrare mille cose che ancora non sapevo su Ludovico II e i suoi castelli. Ho apprezzato in particolar modo la scelta di lasciarlo parlare personalmente, riportando passaggi delle sue lettere. Mai mi sarei immaginata che Bismark avesse una grande stima per lui, al punto da averci una fitta corrispondenza e avergli persino mandato un po’ di soldi per i suoi castelli. Ignoravo anche quanto fosse stato profondo lo smacco per aver dovuto acconsentire all’incoronazione di Guglielmo I re di Prussia e grande il debito per i castelli: ben 14 milioni di franchi! Per forza i ministri e la famiglia erano preoccupati!
Una lettura favolosa.
Quasi quasi non rimpiango di averne comprate due copie per errore.
Se volere fare la laurea sul castello di Nymphenburg o volete saperne tutto per altri motivi, vi consiglio è Nymphenburg – il castello, il parco e i suoi edifici. Rispetto alla guida di prima, è un libro molto più corposo, e sebbene non manchino belle foto a colori, il corpo del testo è molto più lungo, dettagliato e preciso di quanto mi aspettassi, al punto che il lettore non particolarmente ferrato in arte e scultura rischierà di annoiarsi o finire sepolto in un oceano di dettagli inutili.
Confesso che mi sono ritrovata più incuriosita dal lato umano di chi ha abitato e lavorato nel castello, anziché alle infinite minuzie architettoniche.
Ogni tot non mancano curiosità gustose, ma ammetto di aver saltato qualche paragrafo.


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