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Novembre 2025 wrap-up parte 2

Qua entriamo nel vivo di un mese libroso molto intenso

 

Un titolo come Maria Teresa (1717-1780) biografia di un’imperatrice, indurrebbe chiunque ad aspettarsi una biografia su Maria Teresa; invece no, sono inclusi anche il marito e i loro sedici figli.

A ognuno sono dedicate poche pagine, tuttavia sufficienti per farsi un’idea del loro carattere e delle loro vite.

Maria Antonietta fu molto amata, ma altrettanto sfortunata. La lettura del suo capitolo procurerà più di una sorpresa ai fan dell’anime di Lady Oscar – il re di Francia era un imberbe adolescente al loro matrimonio, per dirne una.

È un agile libretto corredato da splendide immagini; arriva alla sufficienza per quanto riguarda il contenuto, ma mi è impossibile non notare che la biografia di Francesco Giuseppe era molto più curata e completa, pur nella brevità.

Come avrete già capito, è uno dei libri acquistati durante i miei viaggi a Vienna. Non sarà l’ultimo del mese.

 

Sono anni che dico che Sleepy princess in the demon castle è uno dei casi dove la versione anime sorpassa il manga originale sotto tutti i punti di vista; il 4° volume del manga, pur assai godibile, non mi ha fatto cambiare idea.

Lo stile del disegno mi piace un sacco, idem per buona parte dei mini-archi narrativi … peccato che il 30-40% di questi ultimi sia molto meh e facilmente dimenticabile. A tratti era dura andare avanti, ma nel complesso non mi è dispiaciuto, è stato come ritrovare un vecchio amico – dopo non so quanti anni che avevo collezionato i primi tre volumi in cartaceo.

L’app di lettura Rakuten Kobo mi ha permesso di ottenerlo in digitale, risparmiando non poco tempo e soldi – visto che la versione fisica devo farmela arrivare dall’America.

Se vi va di leggere una variazione spassosa del cliché della principessa rapita e non avete grosse aspettative sulla trama, è una serie da non perdere.

 

Ci sono guide turistiche cartacee in grado non solo di avere bellissime immagini e trasmettere informazioni al turista, ma anche di suscitare la profonda curiosità di chiunque lo legga, accendendone la sete di conoscenza e la voglia di vedere dal vivo il luogo descritto e le sue meraviglie.

Non è il caso di Heidelberg Am Neckar, una guida senza pretese di Heidelberg, la città a mio parere più bella della Germania.

Ho trovato questo libro freddo, troppo essenziale e con una prosa italiana tutt’altro che priva di sbavature. Ciò nonostante ho imparato cose nuove e non mi è dispiaciuto ripercorrere – anche se solo mentalmente – le strade di un bel posto che mi è rimasto impresso.

Heidelberg è una città culturalmente molto vivace, nonché la più soleggiata della Germania. Se mai ci tornerò, porterò a dietro questo libretto perché è pieno di informazioni utili, come mappe e orari di apertura.

 

Il 2° volume del manga No longer allowed in another world ha sorpassato le mie più rosee aspettative. Continua a essere una gradevole commedia nera che non dimentica di avere un cuore; la pagina dove uno degli antagonisti rimandati sulla Terra si riaggiusta alla vita lì è stata davvero toccante.

Il plot twist della catgirl principessa è quasi aspettato.

È intrigante il worldbuilding, coi capi religiosi che iniziano a chiudere i portali che collegano quel mondo alla Terra – resta da capire cosa gli ha fatto pensare che fosse una buona idea dare a degli umani infelici dei super poteri e sguinzagliarli nel loro mondo chiedendogli di uccidere il re demone.

È chiaro che il re demone aveva i giorni contati, ma dopo?

 

Mi è stato impossibile leggere Siate santi, siate felici – 30 santi del quotidiano senza commuovermi più volte. È una collezione di mini-biografie di persone eroiche dichiarate sante, beate o venerabili. È toccante leggere della loro fede, coraggio e fermezza nelle avversità più dure, dalla malattia alla guerra.

La prosa arriva alla sufficienza senza mai brillare – quale è poi il messaggio del libro: che si possono fare cose straordinarie con poco.

 

Guide to the Casa de Colón è una guida al museo di Las Palmas, la capitale di Gran Canaria. Questo museo è dedicato allo studio della relazione tra le Canarie e le Americhe – e contiene, tra i vari oggetti, dipinti di varie epoche, il testamento di Colombo e il trattato di Tordesillas.

La visita che avevo compiuto in persona un anno fa non era stata male, ma questa guida alterna spiegazioni troppo frettolose, altre buone e altre ancora molto più lunghe e sbrodolate del necessario.

Ad esempio, sarebbe stato più tema approfondire i reperti aztechi, anziché dedicare cinque pagine a come è nato lo stile barocco.

È stato un modo per rivivere una bella giornata, ma ho letto guide molto migliori.

 

Il Belvedere – storia e architettura è ciò che promette di essere, niente di meno e niente di più. Ha mappe, belle foto, dipinti e incisioni d’epoca, e anche un glossario di terminologia artistico-architettonica; oltre, ovviamente, alla storia succinta di come questo palazzo è nato ed è stato diversamente usato nelle varie epoche. Costruito come dimora del principe Eugenio, fu poi usato come museo e abitazione per alcuni degli Asburgo.

Esistono guide più appassionanti di questa. Arriva comunque alla sufficienza perché non aveva alcuna pretesa di essere un romanzo storico.

Ho trovato le foto particolarmente apprezzabili perché avevo visitato il Belvedere solo una volta, sotto la pioggia battente e un grosso affollamento di turisti. Vederlo in condizioni meteo (e densità di popolazione) più favorevoli è stato il coronamento alla visita che non sapevo di volere.

 

Il 3° volume del manga The dark history of the reincarnated villainess è stato l’inizio della fine del mio interesse per la serie. Non ho apprezzato la storyline più dark dei volumi precedenti, il fanservice più caricato e la mini-storia alla fine – era troppo degenerata per i miei gusti, e non aggiungeva niente di sostanza.

Ci sono comunque un paio di gag e momenti brillanti, come la scena dei vestiti troppo complicati per essere tolti, e l’ammissione delle proprie colpe/paranoie mentali da parte della protagonista.

Resta che la duchessa è una pazza psicopatica per cui mi è stato impossibile provare il benché minimo briciolo di empatia o interesse. Non aiuta che sia una cattiva tutt’altro che notevole, originale o capace di intrattenere senza disgustare.

Se uno decide di leggere questa serie e bere ogni volta che compare un deus ex machina a salvare la situazione, rischia il coma etilico.

 

Avevo comprato il blocco i volumi 3 e 4 di questa serie. Speravo che il 4° avrebbe corretto la rotta; fu vana speranza. Il tono è sempre più dark e per quanto shippi la protagonista e il maggiordomo biondo Sol – ormai cotto di lei – sono anche stufa dei continui momenti cupi e di dover rileggere una sequenza più e più volte per capire cosa succede perché il disegno è troppo incasinato.

Sono anche stufa che il 60% del cast finisca tagliato fuori dal grosso del libro e delle scene d’azione – dove ci sarebbe un gran bisogno di un paio di mani extra.

Il fanservice, per quanto minore rispetto ad altre serie manga o light novel, comincia a mettermi a disagio.

Preferivo di gran lunga l’equilibrio tra comicità, azione e momenti dark dei primi volumi.

L’originalità di The dark history of the reincarnated villainess stava nel fatto che questa serie era qualcosa di diverso dalle numerosissime storie di villainess che devono sopravvivere contro un mondo intero che le odia; la componente dark e di pericolo non era assente, ma era secondaria rispetto a quella introspettiva e comica. Nel momento in cui è diventata (quasi) solo una storia di sopravvivenza e cospirazioni, il mio interesse si è spento.

Magari l’anime seguirà una strada diversa e avrà più successo, ma non ho intenzione di riprendere il manga.

 

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