Il mio aprile di letture è stato… insolito. Tra saggi, light novel, gioie e tonfi inaspettati, leggere è sempre un’avventura
Ho aperto il mese con Scoprire Tenerife, una guida turistica che avevo comprato sull’isola. Ha foto splendide e codici QR che sbloccano informazioni aggiuntive – che ammetto di non aver provato -, ma per il resto zoppica un po’.
Le didascalie e le pagine di testo sono piuttosto sbrigative e non di grande aiuto al turista che non conosce l’isola; spesso, diventano una marea di nomi di villaggi, piazze e altri luoghi, con contorno di espressioni estasiate con poca sostanza sul perché quei posti meriterebbero tutti una visita. Qualche dettaglio in più e un minimo di obiettività avrebbero fatto la differenza – e il lavoro di una buona guida turistica.
Le foto restano splendide, ma questo libro dovrebbe essere una guida, non un albo fotografico.
Timanfaya – Heart of fire and ash è invece un albo fotografico che mi era stato regalato a Lanzarote, e raccoglie foto straordinarie dell’omonimo parco nazionale.
Le fotografie, oltre a essere magnifiche, sono inottenibili dal turista medio perché sono state scattate da studiosi e fotografi professionisti che hanno avuto accesso ad aree del parco proibite ai visitatori, e alcune dai droni. Certe immagini sembrano opere d’arte astratte – in particolare, la cima di un vulcano spento mi ha ricordato l’opera Bajo el vulcàn esposta ad Arrecife nel museo del castello di San José. Erano così belle che mi è dispiaciuto finire il libro.
Le didascalie occupano uno spazio molto piccolo, ma quel poco testo aggiunge qualcosa senza nulla togliere alla magnificenza e poesia dello spettacolo visivo – che nei buoni albi fotografici è il vero protagonista.
È come se mi fossi portata a casa e nel cuore un pezzo di quell’isola. È stato un regalo molto gradito.
Writing into the dark – how to write a novel without an outline è stato un ottimo uso dei miei soldi; per meno di dieci euro, ho ottenuto uno dei manuali di lettura migliori e più scorrevoli che abbia mai letto.
È in inglese, ma è breve (solo 79 pagine!) e va dritto al punto, senza spocchia né complicazioni inutili. È riuscito a restituirmi un po’ di fiducia in me stessa, amore per la scrittura e il biglietto di ritorno dalla valle del Blocco Psicologico. E scusate se è poco.
Il segreto contenuto in queste pagine è semplice: scrivere senza voltarsi indietro, né dare alcuno spazio alla voce seccante del perfezionismo. Vai dove ti porta il cuore, e se ti rendi conto che certe cose sono da riscrivere, torna indietro e riscrivile subito. Non scoraggiarti, perché anche se dovessi buttare via venti o più pagine, è tutto esercizio per l’arte, come qualcuno che si esercita per imparare a suonare uno strumento, o un nuovo brano.
L’autore ha scritto (e ovviamente terminato) centinaia di romanzi su commissione nel corso della sua vita, da Star Wars agli eroi Dc e Marvel, ma anche opere di avventura, introspezione e mistero; il suo segreto? Scrivere dieci pagine tutti i giorni, senza scuse od obiezioni del perfezionismo – che andrebbe legato, imbavagliato e chiuso in un armadio finché il libro non è finito.
Accidenti, se ha ragione.
La stragrande maggioranza dei manuali e insegnanti di scrittura raccomanda di avere un piano per la prima stesura – assieme all’accettazione che la storia cambierà nel corso della seconda e terza – ma scrivere è un affare delicato e tutt’altro che univoco. Ogni autore è un mondo a sé, e non è detto che un metodo efficace per la maggioranza funzioni anche per te.
Avere La Scaletta Perfetta© con tutte le scene prima di iniziare a scrivere mi semplificherebbe moltissimo il lavoro, ma ho finito per rendermi conto che le mie storie prendono forma mentre scrivo, e ragionarci in astratto mi porta solo a Blocco Psicologico.
Se scrivere Camena mi ha insegnato che abbandonarmi al caos porta alla frustrazione e a storie che si riscrivono ad infinitum senza mai avere uno sbocco, questi mesi di blocco mi hanno insegnato che se rimango a fissarmi sull’avere la Scaletta Perfetta e seguire il Metodo Perfetto© non scrivo più neanche una mezza riga.
Mi serviva un metodo per arginare il caos senza bandirlo completamente, e questo libro è stato un enorme passo nella direzione giusta e per ritrovare la gioia di creare.
Aiutano anche le battute ed esempi concreti.
Piccolo manuale per cercatori di nuvole, invece, è stata una delusione. A giudicare dall’agilità del libretto e dal titolo, parrebbe una guida alla portata di tutti che parla della forma e caratteristiche delle nuvole, invece è molto più specialistico di così. “Mini-trattato sulle nuvole a uso degli studenti di meteorologia” sarebbe stato un titolo decisamente più calzante. Ho saltato alcuni passaggi che trovavo illeggibili per via della sovrabbondanza di termini specifici.
Resta che le foto a colori sono stupende e l’amore dell’autore per la materia è profondo e sincero, al punto che persino il lettore più inesperto e disattento impara (e ricorda) qualcosa di nuovo quando chiude il libro.
Per quanto questo piccolo manuale non abbia soddisfatta appieno, il 6° volume del manga Sgt Frog – serie conosciuta in Italia come Keroro – è stato un tonfo assai peggiore.
Nonostante gli elementi sci-fi, è una commedia slice of life molto affine a una sitcom; lo sapevo e non mi aspettavo chissà quale trama pazzesca o personaggi profondi.
Sono rimasta delusa comunque perché la quantità di fanservice ai danni di minorenni, di cui una tredicenne, mi ha messa a disagio e l’ho trovata persino superiore alla media della serie. Se avessi bevuto per ogni inquadratura di mutandine o simili, sarei finita in coma etilico prima ancora di arrivare a metà.
Le gag di questo volume non sono neanche particolarmente brillanti.
Compaiono nuovi eccentrici personaggi, ma non bastano per alzare la qualità media di questo volume, che ho comprato più per lo sconto e l’effetto nostalgia che chissà quali aspettative.
Bocciato. Ci vorrà un bel po’ perché la riprenda.
C’è un motivo se la versione anime ha adattato solo alcune storie e ha meno fanservice.
Fortunatamente per la mia salute mentale, ho poi comprato e divorato il 24° volume di Shangri-la Frontier. Si è rivelato uno dei migliori dell’intera serie, partendo lento e poi presentando più linee narrative interessanti: i conigli costretti a una battaglia senza fine contro pitoni-mostri, un duello tra gilde di giocatori con contorno di intrighi e psicologie umane, le difficoltà del protagonista a battere la versione IA di un defunto maestro di Kendo dall’abilità leggendaria, la compagna innamorata di lui che esce finalmente allo scoperto rivelandogli di essere il grande giocatore Psyger 00 … tutto è brillante, vivo e in movimento.
Adoro anche lo stile di disegno; a momenti comici in stile cartoon ne seguono di più seri in stile realistico e pieno di dettagli. Anche il character design è degno di nota, tra umani non sempre affidabili e il primo ministro del regno dei conigli.
Amo questa serie, è sempre un tormento aspettare il prossimo volume. Per questo la seguo in inglese, così mi arrivano prima.
Concludo l’articolo dicendo che la settimana prossima non pubblicherò un altro articolo perché mi troverò al Salone del libro di Torino, padiglione B stand F-11 – G117.
Sono piuttosto nervosa e ho non poche cose da preparare.
Quando sarà terminato ne parlerò in un articolo, mettendo in pausa il wrap-up, ma i reel usciranno comunque.


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