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Addii brevi, alias psicodrammi inutili

Addii brevi. Due personaggi con un’ottima chimica che si amano (esplicitamente o no), ma uno dei due se ne va per poi tornare. Serve?

Non è un vero e proprio trend o un topos letterario definito, ma non ho potuto fare a meno di notare che è ricorrente, anche in storie non romantiche. Sappiamo tutti come funziona, al punto che prima o poi ce lo aspettiamo: quei due sono ovviamente fatti l’uno per l’altra e lavorano alla grande insieme? Allora è assolutamente inevitabile quanto ragionevole se uno dei due si allontanerà temporaneamente dal gruppo e dall’altro personaggio per una motivazione che oscilla tra lo struggente e/o l’implausibile.

I personaggi a e b fanno parte di un gruppo di super eroi in lotta da secoli contro il Male? Niente di strano se il cattivo di turno minaccia a di uccidere b se a non si allontanerà e a … gli dà retta. Non è che magari avverte gli amici (che non sono gli ultimi degli sprovveduti) o fa nero il cattivo personalmente. No. Se ne va ma sappiamo che prima o poi tornerà.

Quante volte abbiamo visto a e b separarsi temporaneamente e senza motivo in storie d’amore? A e b capiscono di piacersi, si aggiustano e proprio quando sembra che le cose non possano andare meglio, si separano. Così, a caso, dal nulla. Poi torneranno insieme, rendendo completamente inutile questa fase.

Una cosa simile avviene nel libro che mi ha dato lo spunto per questo articolo: The creeping shadow, dove la protagonista Lucy Carlyle, dopo che un fantasma le aveva predetto che il suo amato sarebbe morto per difenderla, sceglie di lasciare lui e il suo gruppo per proteggerlo. Cosa c’è di strano? Il fatto che la persona in questione era sempre stata presentata, fin dal primo libro, come una testa calda con pochissimo riguardo per la sua stessa sicurezza da molto prima di innamorarsi di lei. La cosa giusta da fare sarebbe stata restare insieme, recuperare un minimo di salute mentale e guardarsi le spalle a vicenda; poi ci arrivano, ma non senza un libro in mezzo.

Certo, possono esserci delle buone ragioni per queste separazioni temporanee, ma devono essere solide. Personalmente detesto quando succede perché ho la nettissima impressione che l’autore stia solo cercando un sistema per allungare il brodo senza aggiungere o dire niente.

Difatti il peso nella storia di questi adii brevi è quasi sempre nullo. Al massimo mostrano l’infelicità di a e b separati l’uno dall’altro, ma era un’informazione a cui il lettore poteva arrivare da solo.

E voi che ne pensate? Vi piacciono queste separazioni temporanee o anche voi le trovate inutili? Qual è l’ultima storia in cui ne avete vista una? Scrivete tutto nei commenti!

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