Il mio settembre di letture è stato anomalo, ma non del tutto sgradevole. Non siete pronti a sapere tutto – né io a scrivere 20 recensioni in un colpo solo. Partiamo!
Il 4° volume del manga in italiano di Kuma kuma kuma bear (la parola “orso” ripetuta in lingue diverse) mi ha suscitato impressioni contrastanti. Il romanzo originale – che mi leggo in inglese – gli è di gran lunga superiore, sia nelle scene d’azione che in quelle tranquille, i dialoghi… tutto, soprattutto in piccole sfumature psicologiche assenti nel manga.
Le scene d’azioni presenti in quest’ultimo non sono malaccio e non mi dispiace poter “vedere in faccia” così tanti personaggi che per me sono solo parole, ma tutto sommato non è niente di così speciale.
Quello che ho davvero apprezzato è il mini-racconto umoristico sci-fi incluso alla fine. Cavolo, di quello mi leggerei il triplo di romanzi, il manga e seguirei l’anime.
A risollevarmi l’umore ci hanno pensato il 7°, 8° e 9° volume di Magilumiere, magical girls inc, una serie che adoro e di cui sto collezionando il manga in italiano. È diventata la mia serie preferita di questo genere, e merita decisamente più lettori. Fonde perfettamente il tono ottimista e la magia con tematiche più complesse legate al mondo del lavoro, battaglie, villain e momenti/personaggi grigi; cos’altro si possa volere, non lo so.
Il wordbuilding (da dove vengono i mostri e tragedie passate) si espande sempre di più, entrano in scena nuovi personaggi, si contestualizzano meglio quelli già presenti, spuntano fuori retroscena e intrighi politici… e il plot twist alla fine del 9° mi ha resa ancora più impaziente di continuare di quanto non fossi prima. L’evoluzione di un personaggio mi ha commossa.
10 stelle.
Ma dopo tanta gioia, è tornato a visitarmi un ospite scomodo: il burnout da manga e da light novel. Complice l’indigestione che ne faccio a luglio e agosto, è una mezza tradizione che venga a trovarmi tra settembre e ottobre. Mi sono ricordata della mia colossale pila della vergogna di libri fisici occidentali e mi sono chiesta “perché non darci un colpo?” e sono partita da quelli di più recente acquisizione, comprati nei miei viaggi a Praga e Vienna.
Czech fairy tales è una collezione di fiabe ceche da cui non mi aspettavo chissà cosa, ma mi ha lasciata comunque un po’ delusa. Rispetto alle fiabe che conosciamo ci sono differenze e dettagli interessanti, ma niente di sostanza, è proprio un libro per bambini – e ho visto illustrazioni molto più belle. Meh.
Leggende della Praga vecchia è stata una lettura molto più soddisfacente. È una raccolta di leggende praghesi; alcune storie risultano più affascinanti e memorabili di altre, ma va a gusto personale. La mappa con legenda che permette di localizzare i posti legati alle singole storie e le stampe antiche sono delle aggiunte molto azzeccate e gradite. Ho avuto davvero l’impressione di essermi portata con me un frammento di Praga e della sua anima multiforme.
Mucha è l’edizione italiana della biografia di Mucha che ho trovato e comprato nel museo a lui dedicato a Praga. Ho uno splendido ricordo della visita; Mucha è un artista di art noveau famoso per le sue illustrazioni di donne belle, alte e circondate da fiori. Il libro è molto sobrio; secondo me il suo punto di forza è l’abbondanza delle (splendide) opere dell’artista lì riprodotte. Mucha ebbe una volta molto più tranquilla di altri artisti a lui contemporanei, ma ciò non toglie che visse in un momento difficile – e non ne ebbe pochi, per esempio quando fu imprigionato e interrogato dalla Gestapo alla fine della sua vita. Era un patriota innamorato della sua terra, ma anche un universalista che perseguiva la pace tra i popoli, un idealista, massone e portatore di un ideale artistico assai ragionevole e condivisibile. Invece di schifarsi della riproducibilità delle immagini, ne fu contento e tenne incontri per diffondere il suo stile; era felice che le persone di ogni classe potessero vedere, usare e apprezzare le sue opere nella vita quotidiana. Era (giustamente) convinto che vivere circondati dalla bellezza fosse importante per la salute mentale – e che di conseguenza mettere cose belle e utili in vendita a poco prezzo fosse un atto di giustizia.
Ma tra tutti i libri comprati nei miei viaggi, il mio preferito è Masterpieces of the imperial secular treasury, ossia il catalogo del museo del tesoro degli Asburgo. Era stata una visita così bella che non potevo non comprare il catalogo; le cose esposte erano straordinarie sia per la vista, sia per importanza nella Storia europea.
A differenza di quelle scattate col mio telefono (ormai vecchiotto), le fotografie di questo volume sono stupende e rendono pienamente giustizia a quegli smeraldi e gemme grosse come pugni, decorazioni, arazzi, corone, vestiti da imperatore e ordini cavallereschi…
Il libro spiega tutte le simbologie e differenze tra le varie corone (tra cui quella di Rodolfo II e di Carlo Magno!), il come e perché sono cambiate, perché i re avevano creato così tanti ordini cavallereschi, le cerimonie …
È stato un viaggio memorabile tra la Storia e la pura bellezza, il perfetto equilibrio tra il soddisfare la sete di sapere ed evitare paragrafi infiniti di fatti storici non sempre interessanti.
Questo libro è ciò che mancava alla mia visita per renderla perfetta.
Se lo comprate, vi risparmiate un viaggio.
Praga, la città d’oro è una guida turistico-fotografica sulla città, comprata per degli esagerati 20 euro durante la mia visita. Le foto sono molto belle, alcune più di altre, ma ci sono guide con foto migliori e didascalie più dettagliate e curate.
Più che una guida, è una panoramica sintetica con qualche bella foto e spiegazioni scarne.
Ho comunque imparato cose nuove, la cosa peggiore è stato il prezzo eccessivo – meritava 10 euro o anche meno.
Praga nelle leggende è una raccolta di leggende praghesi che in parte conoscevo grazie a una precedente lettura, ma non tutte.
Le illustrazioni sono splendide e aiutano il lettore a immergersi nell’atmosfera giusta.
Le storie sono brevi ma molto ben fatte, memorabili e facili da seguire, perfette per sessioni di lettura brevi e non troppo impegnate. Ogni storia è un indimenticabile quadretto a sé, talora straziante, ma sempre di sostanza. Insomma, è ciò che una raccolta di racconti dovrebbe essere – ma non è scontato che ci arrivi.
E voi? Come vi è andato settembre? Commentate e fatemi sapere!


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