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Gennaio 2026 parte 1

 

 

Questo gennaio è iniziato in sordina, ma non sono mancate sorprese in positivo

 

Il primo libro che ho terminato di leggere nel 2026 è Non temo alcun male, l’insieme di tutte le letture domenicali del Vangelo del 2025 e relativi commenti. Quando l’ho comprato a prezzo stracciato in una bancarella di paese credevo fosse un saggio su come combattere l’ansia che includeva esegesi di passi biblici, ma mi sbagliavo.

Alcune prediche mi hanno commossa e sono profonde, ma altre erano banali e scontate.

Ci sono libri di spiritualità molto peggiori, ma anche migliori – e non era quello che cercavo.

 

Il prossimo libro è la stessa identica cosa, ma con un autore di tutt’altro calibro: Fabio Rosini. Lo considero il mio autore (italiano e vivente) di spiritualità preferito, quindi quando l’ho visto sulla copertina ho omesso di prestare attenzione al resto del titolo e al contenuto prima di passare all’acquisto.

Considero un errore non del tutto infelice aver comprato e sbocconcellato via via Di Pasqua in Pasqua – commenti al Vangelo domenicale dell’anno liturgico; le prediche sono intense e profonde, capaci di andare dritte al punto di numerosi problemi spirituali (e attuali) senza mai scadere nella banalità. La più lunga di queste riflessioni è di sole tre pagine. Ho apprezzato anche il fatto che – a differenza del libro di cui sopra – non sono riportati i passi dei Vangeli commentati. Bastano un paio di accenni nelle prime righe e anche il lettore più distratto capisce subito a quale brano si riferisce l’autore.

Resta che preferisco leggere tutto di fila, anziché avere le pagine legate a una determinata data.

Ho finito questi due libri recuperando in pochi giorni interi mesi lasciati da parte, ma in futuro farò più attenzione, onde evitare libri di questo genere.

 

Italian way of cooking è un libro che ero indecisa se includere in questa lista, visto che ho saltato alcuni dei capitoli centrali, ma alla fine ho deciso di parlarne qua perché ero arrivata a più di metà e ne ho letto i capitoli finali.

La premessa vede un cuoco toscano in difficoltà economiche scoprire che i mostri esistono – ne uccide uno per salvare i suoi figli – e che la loro carne va a peso d’oro. È intrigante e i primi capitoli sono al bacio, ma l’esecuzione non mi ha convinta fino in fondo. Le scene di sesso, il realismo gretto e il fatto che dopo un tot si capisce dove si va a parare hanno finito per togliermi qualsiasi voglia di proseguire. Tuttavia, mi rendo conto che sono io a percepire questi tratti come negativi per via del mio gusto personale; in questo contesto, erano giustificati e so che alcuni lettori li amano.

Avevo dedicato già un articolo e un reel al fatto che gli autori italiani tendono a preferire fantasy dark dove i personaggi sono moralmente grigi sporchi a quelli più idealisti, o dove ci sono anche personaggi idealisti e buoni senza scheletri nell’armadio. Se voi lettori condividete queste preferenze, vi stra-consiglio questo libro.

L’idea dei ricettari impossibili alla fine non è originale e confesso di averla vista eseguita meglio altrove.

Per quanto riguarda, è un meh. Non male, ma ben lontano dai miei fantasy preferiti.

 

Senza freni – sull’ossessione del controllo è una raccolta di pensieri e discussioni in libertà scorrevoli quanto illuminanti sui danni della piaga citata nel titolo, dall’infanzia, alla vecchiaia all’ansia e tutto ciò che vi sta in mezzo.

Mi ha sorpresa in positivo, toccando corde profonde senza mai scadere nella banalità o nella prolissità; la prosa è gradevole e senza inciampi.

Un ottimo libro di spiritualità – e lettura.

Non mi sorprende che l’autore sia un amico di Fabio Rosini, citato in alcuni passi.

Lo consiglio vivamente, sono 134 pagine di pura saggezza e vita vissuta.

 

Nippon – vivere e scoprire il Giappone è un buon libro sul Giappone scritto da un giapponese e molto ben tradotto. Ha micro-capitoli dedicati a vari argomenti, nonché foto e illustrazioni. Il libro parla non solo della loro geografia e usanze, ma anche di piccole cose a cui non avevo mai pensato, come il (loro) jazz, il loro calendario delle feste, il whiskey…

L’unico difetto che riesco a trovargli è che è un po’ datato – risale al 2019 e senza averlo mai vistato di persona, mi è difficile capire quanto e se quel paese sia cambiato in sette anni. Colpa mia che avrei dovuto leggerlo prima, ma non rimpiango affatto di averlo letto, mi ha regalato ore di lettura assai piacevoli.

 

Non sapevo cosa aspettarmi dal 1° volume del manga di Holoearth Cronicles side E: Yamato Phantasia, l’unica certezza era che uno sconto irresistibile ne aveva abbassato il costo a meno di un euro. Sapevo che adattava un videogioco di cui non sapevo nulla, ma non lo consideravo un problema; non ho mai giocato a Twilight princess, ma il suo adattamento manga è stata una delle mie migliori letture di sempre.

Era comunque un’avventura con magia, azione, spiriti e gialli da risolvere; di certo non rischiavo di annoiarmi e lo stile di disegno sembrava carino.

Col senno del poi, posso solo ammettere di essermi sbagliata su tutta la linea – tranne che per quanto riguarda il disegno.

Di spunti promettenti ce ne sono, la cosa frustrante è che non ne viene esplorato e sviluppato nemmeno uno. Il focus è quasi interamente su scene pucciose e fanservice; sembra di essere capitati nel mezzo del cartone animato più dimenticabile e fuffoso di sempre. Non conosci i personaggi, la loro personalità e obbiettivi ti vengono raccontati frettolosamente – e sono molto superficiali – e viene dedicata molta più attenzione a scenette life of life e situazioni che non portano a niente che all’azione, al mondo, o la benché minima cosa di sostanza. L’umorismo mi ha fatto solo sbadigliare.

Tutto questo in un mondo parallelo alla Terra dove esistono spiriti e magia, collegamenti tra i mondi e creature maligne. Gli ingredienti per una storia decente e intrigante c’erano tutti, invece niente. E io a leggere, a sperare invano che succedesse qualcosa di interessante, che trovassero i bambini scomparsi e iniziassero a capire perché compaiono più creature maligne del normale lasciando intravedere un mistero più largo e intrigante, invece niente. Questo manga è composto da: 5% azione, 10% recap utili ficcati a caso negli interstizi vuoti tra i capitoli, 3% trama, 82% fuffa e situazioni che non portano a niente.

Non so nemmeno se dare la colpa all’autore o alle mie aspettative sbagliate; magari ai fan della serie piace/può piacere molto e il grosso dell’azione sta nel videogioco.

Se come me non conoscete la serie, ve lo sconsiglio vivamente. Ci sono serie di pura fuffa molto più gradevoli da leggere.

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