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Gennaio 2026 parte 2

 

 

La seconda metà del mio gennaio libroso mi ha regalato più gioie della prima

 

Ho passato la seconda parte del mese alle prese con l’influenza, e tra la malattia e l’antibiotico, ho dovuto optare per un libro all’altezza delle mie capacità mentali di allora: La guida ufficiale ai pokemon leggendari e misteriosi – edizione aggiornata.

A immagini e descrizioni di vari pokemon con accenni di lore, si alternano brani che riassumono interi episodi dell’anime. A eccezione di questi brani, il resto delle informazioni è reperibile gratuitamente su internet e Youtube – oltre che nel pokedex.

Nulla di memorabile o straordinario, ma ha avuto il merito di farmi tornare la voglia di giocare a pokemon, così ho messo a un buon gioco, Pokemon seaglass. L’altro grande merito è che mi ha rimessa di buon umore, resettando la mia immaginazione a tempi più semplici e avventure tascabili.

 

Ben undici giorni più tardi, il blocco di lettura mi è passato e mi sono divorata in un solo giorno il 23° volume del manga Shangri-La Frontier. L’ho trovato meno brillante rispetto al precedente – che tocca le immediate conseguenze dell’aver sconfitto un boss difficilissimo – ma non è stato affatto sgradevole. Le conseguenze continuano a ramificarsi e prendono forma di un imminente scontro con (e annientamento di) una grande gilda di giocatori, nuove sfide coi conigli guerrieri e nuovi misteri nel mondo di gioco.

Dopo tanta azione e scontri interminabili, ci stanno bene anche volumi più tranquilli.

 

Nello stesso giorno, complice un lungo viaggio in aereo, ho iniziato e finito anche il 6° volume della serie di Goodbye, overtime! This reincarnated villainess is living for her new big brother.

Di questo libro, ho apprezzato: che per una volta una delle divinità non si sia filata la protagonista, più lore, qualcosa di simile a una posta in gioco e il mondo che continua a espandersi e diventare più complesso e popolato da persone anziché NPC.

Avrei invece fatto a meno di: la sensazione di minestra riscaldata e che non succeda mai niente, la fissazione quasi incestuosa tra i due fratelli, la protagonista perfetta angelica al centro di tutto ché manco le donne nelle poesie stilnoviste.

Come l’autore ammette nella postfazione, questa è la sua opera di esordio, il che la rende notevole nonostante i difetti; se questo è il suo primo libro, chissà cosa sarà in grado di scrivere quando acquisirà più esperienza!

Un’ottima lettura se cercate qualcosa di tranquillo che abbia comunque un mondo narrativo ben curato e stratificato. A volte trovo le vecchie leggende e storie nella storia di quel mondo più intriganti della trama principale – sintomo che almeno una cosa giusta l’autore l’ha fatta.

 

L’ultima lettura del mese è stata invece l’11° volume di Hell mode, che si è rivelato molto più lungo e denso di quanto mi aspettassi – e volessi. Sapevo che avrebbe concluso l’arco narrativo nel regno delle sirene, ma non mi aspettavo così tanti plot twist e bombe di lore in così poco spazio.

Senza fare spoiler: immaginiamo di vedere un party di avventurieri che parte per salvare una donzella sul punto di essere sacrificata da dei cultisti che sono pure intenzionati a far fuori un’intera città. Un plot già visto e rivisto negli RPG e storie d’avventura. A un certo punto si scopre che la donzella era un mostro, dal nulla spuntano fuori degli alieni che scendono a fare foto poi ripartono, la città è salva ma i cultisti non ne avevano affatto bisogno pur avendo dichiarato (e agito) il contrario, spunta fuori una divinità super forte che si rivela utile come un ghiacciolo al polo nord, spunta fuori un mostro super forte invulnerabile di un elemento mai visto né immaginato prima, fa una comparsata il boss finale che fa un balletto e poi se ne torna da dove è venuto e la grande vittoria del party è di essere sopravvissuto.

La sensazione è di totale confusione: chi, perché e da dove sono spuntati fuori gli alieni? Ha senso che la donzella fosse un mostro e comparisse il boss finale per un balletto? Perché non si era mai parlato prima dell’elemento del vattelappesca? Conta come una vittoria aver fallito l’obbiettivo ma essere sopravvissuti?

E poi c’è la faccenda di Fiona, forse il personaggio che più aborro nell’intera serie. Non trovo credibile che passi dall’odiare a morte il suo spasimante a ricambiarlo. L’autore, nella postfazione, sostiene di aver scritto Fiona in questo modo per evitare che fosse troppo perfetta. È come a dire che Hannibal Leceter è stato scritto in quella maniera giusto perché i mentori saggi sono fuori moda. Sai, no? Perché gli altri personaggi femminili sono scritti in modo decente e credibile, ma Fiona no?

Mi sono rimaste tante, troppe domande – e anche un discreto senso di sfinimento, dopo una battaglia durata una decina di capitoli. Mi è spiaciuto per la morte di un personaggio, ma almeno è morto da eroe antirazzista.

Niente di tutto ciò significa che mollerò la serie: mi merito delle risposte, accidenti, e anche i personaggi. Come le divinità si aspettano che sconfiggano i demoni senza dargli le abilità speciali giuste, è un altro dei tanti misteri.

Devo comunque fare i complimenti all’autore: non tutti gli scrittori di power fantasy riescono a rendere i protagonisti più forti senza diminuire il livello di minaccia e pericolo. Nonostante tutti i loro sforzi, i demoni continuano a essere estremamente più forti! Scoprire come/se vinceranno è uno dei motivi che mi spinge a continuare a leggere.

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